(non)Seo 2.0

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Pare proprio che il trust rank stia diventando il nuovo oracolo verso il quale inchinarsi per tutti coloro che hanno un approccio più spinto al SEO. Mi viene da ridere a pensare che in certi “posti” si parla ancora di keydensity nel tag keywords, scambi link home to home e altre amenità. Non mi viene da ridere perchè snobbo quelle persone, anzi, mi viene da ridere a pensare che magari loro senza seo masturbazioni mentali fanno migliaia di impressions al giorno, non conoscono sandbox e non vivono in base a glitch o improvvise salite nelle serps.

Ultimamente si sta creando una bella seodottrina, con tanto di grafici, predizioni, aruspici e chi più ne ha più ne metta.

Corollario: odio la matematica e vedo il seo in modo spicciolo…gli algoritmi la lascio a chi li ha inventati per google…io voglio visite! E’ già…visite…come ottenerle?

Ormai (almeno a mio avviso) siamo giunti al SEO 2.0

Non intendo seo applicato al web 2.0, ma proprio un nuovo corso del seo. Sappiamo che Google premia le visite. Un sito molto visitato, magari anche rivisitato, viene premiato da Mr G. Come riesce a controllare i comportamenti degli utenti? Semplice…siamo noi stessi con la Google toolbar a permetterglielo!

Per avere visite serve necessariamente un sito Valido (il maiuscolo è d’obbligo). Ma ciò non basta, serve qualcosa che faccia conoscere agli utenti i nostri buoni contenuti. E qui viene il bello (o il brutto). Abbiamo iniziato con le recensioni, poi con gli articoli e ora? E ora abbiamo i vari social network, i social bookmarking and so on!

Vogliamo fare un esempio? Tizio ha un sito che tratta “video divertenti”. Per fortuna sua è un seoignorante (tradotto = non sa minimamente cosa sia il seo). Però ha il suo account su youtube…e cosa fa? Gira un video buffo col telefonino e gli amici (senza fare idiozie sennò poi la Polizia Postale giustamente lo persegue) e “incolla” a fine video una schermata che promuove il suo sito di video divertenti. Poniamo che ci troviamo di fronte a un video davvero esilarante che colleziona migliaia di visite, parte delle quali si va a vedere pure il sito che Tizio promuove. Ecco, il nostro eroe dei 2megapixel senza volerlo ci ha dato mostra di essere un ottimo (non)SEO 2.0

Rendiamo il tutto ancora più chiaro. Ipotiziamo che a Caio piaccia un sacco scrivere e sappia bene l’inglese. Apre un blog per il mercato anglofono…tanti buoni contenuti ma poche visite. Un suo articolo, davvero ben fatto e molto innovativo, viene diggato e raggiunge la homepage di digg e ci resta per qualche ora. Se prima il problema erano le poche visite, dopo sarà la poca banda il problema! Non fermiamoci al picco di visitatori isolato. Pensiamo anche che alcuni di essi torneranno sul blog di Caio, utenti fidelizzati, grazie ai quali per “magia”, arriveranno tanti utenti anche da Google! Anche Caio si è dimostrato un buon (non)SEO 2.0

Volete diventare anche voi (non)SEO 2.0? Allora seguite i nuovi progetti “social” italiani…come ad esempio OKNOtizie, SEOtribù, Diggita..

5 risposte to “(non)Seo 2.0”

  1. Fabio dice:

    Ottimo articolo….
    buoni esempi ….
    davvero ben scritto
    complimenti

  2. LaJe dice:

    Non vedo niente di positivo in questo articolo.

    Una persona che parla ancora di Sandbox vuol dire che non è informata. La Sandbox non è MAI esistita. Erano solo periodi di verifica che google attribuiva a determinati siti che suscitavano pareri negativi (considerati pseudo spam).
    La Sandbox, soprattutto nell’ultimo periodo non può essere minimamente e lontanamente nominata, e ne ho la prova ogni giorno che ottimizzo un sito di un cliente. Nel giro di pochissimo tempo, una settimana, il sito è gia posizionato con le sue key.

    Le visite, come dici tu, per ora non sono del tutto considerate parte di un algoritmo per il quale Google ti posizioni il sito e ti aumenti le visite. Se il tuo sito sta a pagina 10, statistiche PROVATE, dicono che riceverai meno visite di un sito a pagina 1.

    Il fatto che si utilizzano altri metodi di pubblicità, come tu stesso hai detto youtube o Digg, non fanno di nessuno un SEO. E naturalmente ricordiamoci che la moda, o la tendenza di un determinato video o articolo hanno un suo corso. Dopo la “botta iniziale” si ristabilizza, proprio come i posizionamenti nelle serp.

    Solo che nelle serp il risultato rimane in quanto dietro c’è uno studio, un lavoro, un continuo e costante aggiornamento, un video o un articolo viene insabbiato da altri video e altri articolo.

  3. admin dice:

    Innanzitutto grazie per un commento così costruttivo e articolato!

    Hai ragione, la sandbox non esiste, nella fretta di scrivere ho omesso “effetto”. So bene che la sandbox non era qualcosa di a sè stante ma un interagire di vari fattori, in molti la chiamavano effetto sandbox appunto.

    Ora come ora i siti appena creati hanno comunque una difficoltà a salire le serp.

    Vuoi un esempio pratico?

    Per test qualche tempo fa ho realizzato http://www.carteprepagate.info. Poca ottimizzazione, 4 pagine e una manciata di link e stop. Per più di un mese ballava tra la 14esima e la 16esima pagina, ora è in seconda pagina per la key “carte prepagate”. Ma nota bene: non ho fatto nulla che giustificasse questo salto. Mi ero totalmente dimenticato di averlo.

    Non la vogliamo chiamare più effetto sandbox?

    Ok, allora consideriamo che il rapporto tra età del sito e competitività delle keys incide sul posizionamento!

    E’ anche vero che con un buon lavoro seo i tempi si accorciano…e di molto…ma se prendi un sito nuovo che parla di “hotel roma” ci vogliono settimane solo per farlo entrare nella relativa serp di google.

    Per posizionarsi per key come zanzara mannara basta un giorno invece…qualcosa vorrà dire?

    Sei sicura che le visite dirette non incidano? Altro esempio.

    Un ragazzo che gestiva un sito di video divertenti mi chiese un aiuto. Gli feci un’analisi del sito: linkpopularity assente, zero ottimizzazione. A livello seo non meritava una posizione così alta su google. Quando vedi che ha una media di 120 utenti online connessi, per tutto il giorno…capisci tutto!

    PS condivido l’ultimo paragrafetto, infatti il mio post era in un certo modo laconico e polemico…io amo il seo…tutta quella roba social non la digerisco

  4. LaJe dice:

    Dietro un algoritmo purtroppo ci sono mille e più argomenti che lo compongono. Tu puoi studiare e verificare quelli che conosci (seo, backlink, anzianità del sito) ecc, ma non puoi di certo, avendo escluso quelle che conosci, ipotizzare che UNA SOLA sia la verità assoluta: cioè le visite.

    Ho un portale che fa 2500 visite al giorno, altri portali sopra il mio ne fanno mille in meno, il mio pr è sei, sono linkata da siti autorevoli quali testate giornalistiche e siti ufficiali.

    Perchè non sono prima con le key che voglio? Semplice, perchè ci sono lati “oscuri” del logaritmo di Google sui quali io non ho lavorato e i miei concorrenti, magari inconsciamente, hanno sviluppato di più rispetto a me.

    Puntare su un unica risposta non è il comportamento del SEO. Non c’è un’unica ragione per cui un sito viene indicizzato, messo in QUELLA posizione.

    Tornando al discorso posizionamento: è vero, sito nuovo senza ottimizzazione ha un periodo di stallo verso metà serp…perchè? Perchè non dai modo a google stesso di capire di cosa il tuo sito parla. Non metti i meta key e description, non dai modo di verificare da quali siti ricevi link e con quali parole. Praticamente Google non sa di cosa parli. E’ inutile registrarsi domini con le key, posso farlo anche io e poi parlare di pomodori. Google riconoscerà che ho parlato di pomodori quando leggerà i miei testi, vedrà che ricevo link da siti di cucina o di verdura, quando le mie description parleranno di pomodori. Se non do nessuna informazione a Google come fa??

    Alberghi Roma – Zanzara Mannara: secondo me accostamento un pò sbagliato. Zanzara Mannara è un seo contest sui quale più o meno tutti stiamo lavorando da una settimana. Siti nuovi, con indicizzazioni nuove, è un ambiente “sterile” per una “scalata alla serp” quindi di più facile ottimizzazione.

    Alberghi Roma, grandi aziende puntano al posizionamento per vendere spazi pubblicitari, domini presenti sul web da anni, link popularity costruite in anni e anni, soldi spesi in link di ritorno, campagne adsense (quindi visite), link dai siti clienti. E’ DIFFICILE entrare e sbaragliare in un ambiente come questo. Non è una serp incontaminata come possono essere quelle usate per le contest. E’ un discorso che non si può fare paragonata a una serp sterile per contest.

  5. admin dice:

    Ottime considerazioni!

    Solo due precisazioni: google aveva le stesse informazioni 40 giorni fa ed ora(sito e backlink indicizzati da più di un mese)…eppure per 40 gioni non mi ha considerato!

    Non parlavo di sbaragliare la concorrenza per key difficili, ma soltanto di entrare nella relative serp. Per alcune key competitive passano molti giorni prima che un determinato sito rientri tra i risultati di una certa ricerca (neanche in trentesima pagina per assurdo), se non addirittura mesi!

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